La Sardegna miglior hot spot per il dentice” Il racconto entusiasmante di un probabile record personale!
Al mattino, seguendo la traccia memorizzata sul plotter, pensavo a quella dozzina di Surelli che ora nuotavano nella vasca del vivo, ignari del “sacrificio” che li stava attendendo! Le previsioni erano finalmente clementi, dopo due settimane di maestrale, durante le quali, nessuno era riuscito ad andare in mare. Ore passate a guardare il mare ed a perfezionare le attrezzature per insidiare pesci ormai sempre più smaliziati. Predoni che durante le ultime uscite avevano spudoratamente rotto i terminali dello 0,70, lasciando me è altri Yaker con un solo denticiotto a paiolo!
Al mattino in solitaria in pesca su quegli stessi sassi isolati, dove, tra rotture e marcature, sapevo della presenza di un’importante montone di dentici di straordinarie dimensioni extralarge! Ero scettico guardandomi utilizzare lenze tanto sottili da risultare quasi invisibili, ma grazie all’esperienze accumulate con le uscite precedenti, contavo di adattare materiali innovativi alla traina col vivo! Eliminato l’amo scorrevole (sempre causa di infiniti problemi) ho annodato due ami fissi con un’indistruttibile spezzone di assist braid da 50 libbre, poi, tramite una girella (inserita direttamente nell’occhiello dell’amo trainante) ho legato un brevissimo (4 mt.) terminale in fluoro carbon dello 0,60 ad un impalpabile nuovo robustissimo trecciato da 20 Lbs (di diametro 0,15!!) in bobina. Tale attrezzatura consente la massima rigidità sulla ferrata e una grande sensibilità durante l’azione di pesca, specialmente se questa è esercitata in scarroccio assai lento e con il filo, spesso, in leggero bando. Grazie ad un piccolo stopper posto a una dozzina di metri dall’esca, il piombo guardiano resta libero di scorrere lungo la lenza; un accorgimento che facilita la ferrata e la successiva cattura. Il pesce infatti in questo modo non avverte più la resistenza dovuta all’opposizione del peso ed inghiotte senza rifiutare o risputare l’esca dopo il primo attacco. Basta abbassare la canna rilasciando un pò di filo, perché il piombo scorra, lasciando libera l’esca in leggero bando, inducendo anche la preda più sospettosa ad inghiottire tranquillamente.


Il vento di maestralino, prevalendo sulla corrente, disturbava l’azione di pesca allontanandomi dal punto. Ricalcolando esattamente la traccia sul plotter  passo millimetricamente sul sommo; un secondo ed ecco la cima della canna vibrare! Abbasso prontamente la punta verso la superficie dell’acqua ed apro la frizione controllando con il pollice l’uscita del filo; qualche metro e ferro con decisione! Il mulinello inizia ad emettere il suo meraviglioso canto, mentre la poderosa fuga annuncia la cattura di una preda importante! Che sia davvero il dentice della vita?
Prego perché il mio esile trecciato regga all’impatto….
Dentice! Sicuramente il mio più grande di sempre, solo fiumi di adrenalina che scorrono insieme al filo che va fuori dopo ogni fuga che una dopo l’altra perdono di intensità.
Metro dopo metro il pesce viene su mostrando il fianco che appare grigio azzurro… arriva il piombo guardiano che sgancio con una ma i quasi tremante, il pesce da ancora qualche flebile testata verso il basso quando vede il rosso del mio Coosa in superficie, pochi secondi e il bel Dentice va sul kayak esausto e pronto per essere immortalato dalla mia GoPro.